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26 luglio 2016 daniele

Come mi comporto col comporto?

Il periodo di comporto è un lasso di tempo entro il quale l’assenza per malattia, opportunamente certificata, viene contrattualmente salvaguardata dalla risoluzione del rapporto di lavoro. La ratio del contratto di lavoro, infatti, prevede una sospensione dell’obbligazione del lavoratore dal prestare la propria attività lavorativa, qualora questo risulti in uno stato di inabilità temporanea certificata da un medico secondo procedura. Ciò però non sospende invece l’obbligazione del datore di lavoro a riconoscere la retribuzione, pur in assenza di prestazione: il nostro ordinamento, art.2110 Cod. Civ., prevede infatti una salvaguardia della retribuzione del lavoratore in stato di malattia per un tempo, però, limitato e definito dai singoli CCNL, anche nella misura di integrazione riconosciuta dall’INPS.
Un aspetto rilevante riguarda la disciplina del c.d. comporto, ovvero il periodo di tempo per cui il datore di lavoro non può risolvere il rapporto con il lavoratore assente per malattia. Anche tale periodo è contrattualmente definito (nel CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi, ad esempio, si esprime in 6 mesi) e, col tempo, la contrattazione collettiva è giunta a modulare forme composte, ad evitare soprattutto comportamenti fraudolenti: oggi si parla ad esempio di c.d. comporto secco (ovvero quando l’assenza per malattia è continuativa in unica soluzione e supera il previsto periodo di comporto), e di c.d. comporto per sommatoria (ovvero quando il previsto periodo di comporto si supera come somma di tutti gli eventi di malattia verificatisi in un dato periodo secondo tempi e modalità definite dal CCNL di riferimento). Inoltre, alcuni CCNL, col tentativo di limitare l’incidenza delle assenze di malattie sui costi del personale, hanno introdotto alcune variabili di gestione, ad esempio il CCNL Terziario, Distribuzione, Servizi, ha modificato dal 2011 la disciplina delle malattie introducendo una modalità di conteggio degli eventi al fine di decrementare progressivamente il trattamento di malattia.
E’ utile ricordare che il superamento del periodo di comporto è una causa di risoluzione del rapporto di lavoro (che, però, è altrettanto utile ricordare essere facoltà del datore di lavoro, non obbligo) pertanto un corretto conteggio, da parte sia del datore di lavoro che del lavoratore, sono necessari per una lineare gestione del rapporto, anche in virtù di alcune possibilità di deroga (ad esempio, il CCNL Metalmeccanico prevede la possibilità per un lavoratore prossimo al superamento del previsto periodo di comporto di richiedere un periodo di aspettativa non retribuita per salvaguardare il posto di lavoro).
Ovviamente, la disciplina del comporto come sopra richiamata è dedicata ai rapporti di lavoro subordinato, non incidendo su forme contrattuali para-subordinate o autonome, per i quali è previsto un trattamento differente (oggetto di un prossimo approfondimento).
Siamo a disposizione per chiunque desiderasse approfondire l’argomento o si trovasse nella necessità di gestire una situazione analoga a quella brevemente descritta.

By: Karen Valzania
Centro Studi & Progetti

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