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22 giugno 2016 daniele

Il confine tra patto di non concorrenza e concorrenza sleale

Un patto di non concorrenza nasce per la tutela del patrimonio immateriale di una società, che mira a tutelare il proprio “sapere” e il proprio fatturato, che sono molto spesso generati dalla professionalità dei propri dipendenti, da essa stessa formati o favoriti nel crearsela; pertanto, un patto di non concorrenza consente alla società di cautelarsi verso il rischio che un dipendente dimissionario divulghi il proprio “sapere” nato dall’esperienza professionale maturata, all’interno di realtà imprenditoriali concorrenti.

Ma qual è il confine tra concorrenza sleale e patto di non concorrenza? Un fenomeno interessante è quello dello “sviamento della clientela”, che si verifica quando un ex-dipendente riconduce il portafoglio clienti fino a quel momento gestito per il “vecchio” datore di lavoro, verso il “nuovo” datore di lavoro.

Partendo dal presupposto che un dipendente è titolare di un rapporto di lavoro subordinato e non è, di per sé, depositario di un portafoglio clienti, che è invece patrimonio dell’azienda da cui dipende – diversamente dal rapporto di agenzia e rappresentanza caratterizzato invece proprio per il possesso, da parte dell’agente, di un portafoglio che lo distingue e caratterizza individualmente e professionalmente – quando un dipendente che per professionalità e anzianità aziendale gestisca un insieme significativo di clienti dell’azienda si dimette cedendo alle lusinghe di un concorrente, ci troviamo di fronte ad una possibile casistica di “storno”, ovvero il portar via il dipendente di un concorrente, istigandolo a dimettersi per poi assumerlo.

Se invece fosse il dipendente a promuovere la propria appetibilità al nuovo datore di lavoro, vantando i propri contatti commerciali, in questo – se presente – saremmo di fronte ad una violazione del patto di non concorrenza.

Dunque, è bene che le società valutino l’opportunità di dotarsi di un corretto patto di non concorrenza e, ugualmente, i lavoratori siano accorti nel non “cadere in tentazione” di corteggiamenti troppo lusinghieri.

Genny Benelli – Centro Studi & Progetti

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