HOMEARCHIVIO
2 novembre 2016 daniele

Siamo uomini o caporali?

Siamo uomini o caporali?

A maggio 2016 un rapporto di “Agromafie e Caporalato” forniva un quadro di un Italia con circa 400 mila lavoratori in agricoltura o edilizia sottoposti a orari disumani e condizioni degradati a causa dell’ormai noto fenomeno del caporalato.

Tale rapporto, redatto da Flai-Cgil, illustra nel dettaglio i protagonisti di questo fenomeno operando una distinzione a seconda che si trattasse di Capo Nero, Capo Tassista, Capo Venditore o Capo Aguzzino, quest’ultimo autore anche di atti di violenza e minaccia e sottrazione di documenti.

L’Istat, dal canto suo, ha registrato un aumento del 23% negli ultimi anni causato sia dalla contrazione economica vissuta dal nostro Paese sia dall’aumento del flusso migratorio e, da un rapporto effettuato nel 2015, circa la metà delle imprese e aziende, agricole e non, sottoposte a controllo hanno presentato numerose irregolarità in merito alle condizioni dei propri lavoratori.

Arriviamo quindi al 18 ottobre 2016 quando, su impulso dei Ministri On. Maurizio Martina e On. Andrea Orlando (rispettivamente Politiche Agricole e Giustizia), si apportano modifiche e integrazioni rispetto al fenomeno del caporalato, ormai troppo esteso per essere ignorato.

La modifica interviene sull’art. 603bis del Codice Penale titolato “Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro” che, oltre a riformulare il reato di caporalato allarga le maglie delle responsabilità anche al datore che sottopone i lavoratori a condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno.

Ciò significa che non è necessario un caporale o un’organizzazione criminale perché si configuri il reato, né è condizione indispensabile che il lavoro in questione sia classificabile come “lavoro in nero”, ben potendosi verificare nei confronti di lavoratori dipendenti regolarmente assunti.

Le pene sono inasprite, sono previste aggravanti e attenuanti (quest’ultimo in caso di collaborazione del reo) nonché la confisca obbligatoria dei mezzi e strumenti che servirono per realizzare il delitto (esempio il furgone per trasportare i lavoratori ai campi di raccolta) il cui ricavato, si segnala, sarà devoluto a Fondo Antitratta che gestirà l’indennizzo nei confronti delle vittime del caporalato.

Altra novità è la nomina di un amministratore giudiziario che affiancherà l’amministratore dell’azienda al fine di mantenere legale l’occupazione anche mediante la regolarizzazione dei lavoratori e attraverso il ripristino delle condizioni di legge in materia di orario di lavoro e sicurezza.

Dopo alcuni giorni dall’approvazione arriva il primo arresto per il reato di caporalato nelle campagne di Sabaudia (Roma), territorio sul quale un anno prima il Questore aveva controllato e dichiarato come non ci fosse alcun tipo di sfruttamento sui  lavoratori: alcuni giorni fa però è stato arrestato un caporale accusato di intermediazione illecita che reclutava decine di lavoratori destinati all’agricoltura con una paga di 3 euro l’ora contro i 9 previsti dal CCNL.

La legge, in modalità repressiva e non preventiva, è andata a colpire un fenomeno presente su larga scala nel nostro territorio e non solo nel meridione; tale intervento da un lato ha trovato larghi consensi ma dall’altro ha suscitato le ire di imprenditori agricoli con necessità di avere braccianti in tempi rapidi e a poche spese.

Probabilmente è stato colpito l’ultimo anello di una filiera a noi sconosciuta, in cui i grandi marchi (anche Made in Italy) comprimono i costi creando margini (quasi) pari a 0 per i produttori, ed il caporalato è (forse) una conseguenza di tale meccanismo ma non la causa.

Che sia solo il primo di una serie di interventi che si susseguiranno negli anni?

Certo è che, ad oggi, con le novità introdotte dalla Legge approvata questo 18 ottobre, sono state introdotte pene più aspre e maggiori controlli (anche da parte delle amministrazioni) su un fenomeno presente e ignorato e sulle condizioni di braccianti e operai che paiono lungi dal potersi definire dignitose.

MyKarriere

Tagged: , , , , , , , , , , , , ,