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16 novembre 2016 daniele

VITA DA VOUCHER: Quando il lavoro è “buono”

Il 2015 è stato un anno boom per i voucher, con 115 milioni di “buoni lavoro” venduti contro lo 0,5 milione del 2008 e i 15 milioni del 2011: tale fenomeno, amplificatosi in virtù del D.Lgs 81/2015 che ne ha consentito l’utilizzo a tutte le categorie di lavoratori liberalizzando gli ambiti di attività,  ha richiesto correttivi e integrazioni sul piano legislativo per evitare abusi nell’utilizzo divenute efficaci lo scorso settembre con il Decreto Correttivo del Jobs Act (D.Lgs. 185/2016).

Tale decreto, difatti, ha inserito la c.d. tracciabilità dei voucher, sino a questo momento assente, e quindi nuovi obblighi di comunicazione per retribuire il lavoro accessorio.

Le indicazioni complete sono fornite dall’ Ispettorato Nazionale del Lavoro con la Circolare n. 1/2016 del 17 ottobre che precisa tempi e modi delle comunicazioni nonché indirizzi di posta elettronica per il successivo invio.

Gli imprenditori non agricoli e i professionisti devono procedere con la comunicazione almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione e tale comunicazione si riferisce per ogni singolo lavoratore che sarà impegnato. A livello di contenuto, l’imprenditore dovrà indicare i dati anagrafici compreso il codice fiscale del lavoratore, data e luogo della prestazione e orario di inizio e fine.

La comunicazione effettuata dagli imprenditori agricoli invece dovrà essere comunque effettuata almeno 60 minuti prima e dovrà indicare anche la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni.

Tali comunicazioni, effettuate a mezzo mail, saranno indirizzate alla Direzione Territoriale ed è quanto meno consigliabile mantenere copia delle stesse per semplificare le attività di verifica del personale ispettivo.

L’art. 49 comma III del D.Lgs. 81/2015 prevede che, in caso di violazione dell’obbligo di comunicazione, la sanzione amministrativa vada da 400 euro a 2.400 euro in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione, e se assente è anche la comunicazione di inizio attività all’INPS, sarà applicata la maxisanzione per “lavoro nero”.

E in caso di modifica di date, orari e luoghi di lavoro?

Eventuali modifiche potranno essere apportate a condizioni che la comunicazione pervenga non oltre i 60 minuti prima dell’attività.

Per qualsiasi dubbio o informazione, CONTATTA il 0543/29088.

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